strade più pericolose

Il decreto Milleproroghe, recentemente approvato, ha portato a un rinvio dell’incremento dei pedaggi che avrebbe coinvolto gran parte della rete autostradale sul territorio della Penisola, anche se sono rimaste quattro tratte a subire un aumento dei costi, ma comunque piuttosto lieve.

Le tratte su cui si pagherà di più

L’approvazione del decreto Milleproroghe ha portato a un rinvio degli aumenti previsti per i pedaggi delle autostrade che avrebbero dovuto entrare in vigore a partire dal 1° gennaio.

L’adeguamento slitta così fino al 30 marzo, mentre dovrebbero poi essere perfezionate altre possibili modifiche entro il 30 giugno.

Come si legge su Ansa, la sospensione coinvolge RAV, SAT, Strada dei Parchi, Satap (A4), Milano Serravalle, Brescia Padova, Autostrade per l’Italia, Asti-Cuneo, SALT (Autocamionale della Cisa), Autostrada dei fiori (Tronco A10), Autostrada dei Fiori (Tronco A6), SALT (Tronco Ligure Toscano), SAV, SITAF, Tangenziale di Napoli e CAS sino alla definizione del procedimento di aggiornamento dei Piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere adottate dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART).

Sono invece solo quattro le tratte che hanno subito leggeri aumenti: +1,20% per la società Concessioni Autostradali Venete (che gestisce, con pedaggio, la A4 Passante di Mestre e la A57 Tagenziale di Mestre), +4,88% per l’Autovia Padana (la A21 Piacenza Cremona Brescia), 3,79% per la BreBeMi (la A35 che unisce Milano a Brescia) e 0,80% per la Pedemontana Lombarda (A36 raccordo tra A8 a Cassano Magnago e la SP ex SS 35 a Lentate sul Seveso e A60 tangenziale di Varese).

Il governo la spunta su Aspi

L’aumento dei pedaggi a partire dall’inizio di questo nuovo anno era previsto in seguito a quello entrato in vigore giusto qualche mese fa, ma la mossa dell’esecutivo si è rivelata decisiva. In una nota pubblicata sul sito ufficiale, ASPI spiega: “Dando riscontro alla richiesta avanzata dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, abbiamo comunicato al Mit di prorogare ulteriormente la sospensione su base volontaria dell’incremento tariffario già approvato relativo all’anno 2019“.

I benefici per i tanti italiani che quotidianamente trascorrono parte della loro giornata in auto soprattutto per motivi di lavoro non sono però finiti qui. Si pensa infatti a tariffe agevolate nelle zone più trafficate, in cui il tempo di percorrenza diventa maggiore.

Ma non ci si vorrebbe limitare a una semplice riduzione, bensì si ipotizza una sospensione dei pedaggi proprio nelle zone ritenute critiche, dove i ritardi si verificano in modo pressoché cronico. Per far sì che queste idee possano essere tradotte in fatti, si procederà così con un’analisi delle aree ritenute più difficili.