A poco meno di un mese dall’ultima “gara” tra carri attrezzi torinesi per l’accaparramento di un incidente, il problema dei carri attrezzi senza regole è arrivato nuovamente in consiglio comunale.

La consigliera del gruppo di opposizione Rinascita Torino Federica Scanderebech ha infatti presentato lo scorso 10 febbraio un’interpellanza sul tema dei carri attrezzi per ottenere chiarimenti da parte della giunta comunale.

I dati delle violazioni

Stando ai dati pervenuti dalla polizia municipale e citati in sede di consiglio comunale, su 99 carri attrezzi controllati nel 2019, 83 sono stati protagonisti di violazioni del codice della strada.

Questi dati, sommati ai dati per gli anni precedenti – 487 i carri attrezzi controllati tra 2015 e 2018 – restituiscono un quadro alquanto grave.

Si va da autisti di carri attrezzi sprovvisti di autorizzazione e patente specifica, alla trasgressione dei limiti di peso e di dimensioni per i veicoli, fino alle sistematiche violazioni del codice della strada – eccesso di velocità, sorpassi a zig zag, guida contromano – per arrivare per primi sul luogo dell’incidente.

Le possibili soluzioni al problema

In conclusione al suo intervento dello scorso 10 febbraio, Scanderebech ha rilanciato l’idea di un’unica centrale telefonica per far fronte gestisca a tutti gli interventi richiesti ai carri attrezzi su Torino. Regolamentando attraverso un unico centralino la competizione tra operatori rivali si porrebbe fine alle folli corse su strada dei conducenti di carri attrezzi per arrivare per primi sul luogo dell’incidente.

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Gepostet von Federica Scanderebech am Montag, 10. Februar 2020

Ad ogni modo il comune pare già all’opera. Rispondendo all’interpellanza della Scanderebech, la sindaca Appendino ha esposto il modo in cui la giunta vuole intervenire sulla questione.

Da un lato il comune si sta adoperando per la creazione di un albo comunale dei carri attrezzi. Tuttavia, come è la stessa sindaca a sottolineare, si tratta di un percorso complesso, perché per istituire un albo comunale sarebbe necessario in primo luogo risolvere la questione a livello nazionale introducendo una normativa cogente.

Dall’altro, il comune sta istituendo un tavolo di confronto con le principali associazioni di categoria. Tuttavia, appare dai dati che la maggior parte dei conducenti di carri attrezzi protagonisti delle violazioni non è iscritta alle associazioni di categoria. Pertanto, questi conducenti “freelance” non sarebbero di fatto sottoposti al protocollo d’intesa che comune e associazioni vorrebbero delineare.

In sostanza, il comune è in entrambi i casi privo di forza impositiva, non potendo imporre ai conducenti di carri attrezzi l’iscrizione ad un albo o alle associazioni di categoria in assenza di una normativa nazionale.

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Gepostet von Chiara Appendino am Dienstag, 11. Februar 2020