esami patente in zone rosse

Non è bastato l’appello lanciato al governo solo pochi giorni fa dalle autoscuole, preoccupate enormemente dalla loro situazione economica, diretta conseguenza delle nuove misure restrittive introdotte dal governo per fermare l’epidemia. Gli esami della patente in zone rosse sono infatti stati sospesi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il decreto 507 firmato dal ministro Paola De Micheli. La decisione viene applicata alle attività che operano in Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e sarà valida fino al 21 novembre.

Stop agli esami della patente in zone rosse: è ufficiale

È stato ufficializzato lo stop agli esami della patente in 4 zone rosse. In queste aree, nonostante alcune attività commerciali siano rimaste aperte a differenza che durante il primo lockdown, gli spostamenti al di fuori del proprio Comune di residenza sono consentiti solo per motivi di lavoro e di necessità.

A sancire il provvedimento è il decreto 507 firmato dal ministro Paola De Micheli. Pur con la consapevolezza dell’emergenza sanitaria attuale, la norma finisce per colpire un settore che già sta vivendo una fase particolarmente difficile. Elena Maccanti, deputato torinese e capogruppo della Lega in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, ha sottolineato che sarebbe stato possibile lasciar lavorare gli operatori del settore: “Perché il governo non ha ascoltato gli operatori del settore, che chiedevano almeno di non interrompere gli esami pratici per le patenti A, C e D, per cui non vi è la problematica del distanziamento come per la B?” – ha detto in una nota ufficiale.

La preoccupazione di Unasca dopo stop esami patente in zone rosse

La preoccupazione per i bilanci di diverse autoscuole già in profonda sofferenza è quindi forte e tangibile. Ma almeno per adesso, per loro non sono previsti aiuti da parte del governo. E il motivo è piuttosto semplice: lo stop agli esami patente in zone rosse riduce la loro attività del 50%, ma almeno per ora continueranno a essere operative.

Unasca, l’associazione che raggruppa le autoscuole italiane, si augura così che possa esserci un dietrofront da parte del governo sull’inclusione della loro categoria nel Dl Ristori: “Unasca chiede che tutte le autoscuole, scuole nautiche con attività nelle regioni rosse siano almeno incluse tra quelle per cui sono previsti ristori”.

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