Firenze, ex vigilessa rinviata a giudizio: multava le persone per vendicarsi

Spesso alcuni si lamentano di essere il bersaglio dei vigili. Nella maggior parte dei casi però, sono soltanto supposizioni. In Toscana invece accadeva sul serio. Una ex vigilessa di 41 anni è stata rinviata a giudizio per aver emesso false multe nei confronti delle persone con cui aveva litigato nel comune di Follonica (Grosseto). La procura si pronuncerà anche su un suo collega quarantenne che l’avrebbe aiutata in questa folle vendetta.

Multe ad hoc emesse per vendetta

Il pubblico ministero di Firenze, Ester Nocera, ha indagato sul modus operandi della vigilessa e ha deciso di rinviarla a giudizio per capi di imputazione abbastanza gravi: accesso abusivo a sistemi informatici, falso materiale e falso ideologico commesso da privato, falso materiale commesso da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio. Reati che potrebbero costarle anche un periodo di reclusione.

Le indagini hanno portato alla luce false contravvenzioni per almeno sette persone. Alcune addirittura sarebbero state prese di mira per la semplice “colpa” di non aver testimoniato dopo una querela nei confronti dell’ex convivente. In un caso isolato, avrebbe multato la vicina di casa perché il cane abbaiava troppo.

Multe ad personam non giustificate e continui abusi di ufficio che non sono passati inosservati anche prima della sua assunzione a tempo determinato a Follonica. Il 18 settembre prossimo si terrà l’udienza preliminare e l’ex vigilessa avrà l’onere di discolparsi da queste accuse infamanti che potrebbero costarle molto caro.

Le indagini erano cominciate a settembre 2018. Interdizione per sei mesi dal pubblico ufficio. In questo lasso di tempo, i giudici hanno analizzato le prove a suo carico e le hanno valutate idonee per attivare l’iter processuale. Di conseguenza il 18 settembre dovrà comparire davanti ai giudici.

Abuso d’ufficio, un reato complesso

Fra tutti i reati, l’abuso d’ufficio è uno di quelli più complessi dal punto di vista procedurale. La Cassazione si è espressa più volte in passato in merito a questo reato con sentenze anche discordanti e non è escluso che la vigilessa, se assistita da avvocati competenti in materia, possa “alleggerire” la sua posizione.