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Puntare su sinergie strategiche con realtà che operano nello stesso settore con l’obiettivo di ampliare il proprio mercato. Questo è l’obiettivo della fusione FCA-PSA, che ha portato alla nascita di un nuovo gruppo nel mondo dell’automotive denominato Stellantis, pronto a diventare il quarto costruttore di veicoli al mondo. Una vera e propria potenza, grazie a 8,1 milioni di auto vendute (4,55 milioni FCA e 3,51 milioni PSA), 400mila dipendenti e oltre 180 miliardi di euro di fatturato.

Ufficiale la fusione FCA-PSA: nasce Stellantis

Ufficializzata nell’assemblea dei soci la fusione FCA-Peugeot, che porta alla nascita del nuovo gruppo denominato Stellantis, annunciata per la prima volta alla fine di ottobre 2019. Si riuniscono così ben 15 marchi, con l’obiettivo di creare un leader mondiale nella mobilità (anche e sopratutto) sostenibile. Come riporta Il Sole 24 Ore, il prossimo passo importante è il perfezionamento della fusione, prevista il 16 gennaio e poi il 18 gennaio ci sarà l’ingresso in borsa a Milano e Parigi, mentre il 19 si procederà con la stessa operazione a New York.

Davanti al nuovo gruppo si pongono solo General Motors, Volkswagen con l’alleanza Renault, Nissan-Mitsubishi. La Ferrari resterà invece un marchio autonomo.

Il gruppo avrà sede in Olanda. Comunicata anche la suddivisione del quadro azionario: Exor avrà il ruolo più importante con il 14.4%, segue Peugeot, con il 7,2%, lo stato francese con il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%. Presidente sarà John Elkann, Robert Peugeot il vicepresidente, Carlos Tavares l’amministratore delegato.

Le ambizioni di John Elkann

La fusione FCA-PSA potrà avere risvolti importanti per entrambe le case automobilistiche, che puntano a usufruire anche del know-how di ogni realtà. A sottolinearlo è il presidente di FCA John Elkann: “Stellantis rappresenta l’unione di due partner che condividono la stessa mentalitàsono state le sue parole nel corso dell’assemblea degli azionisti -. Due realtà che si allenano per costruire qualcosa di unico offrendo ai propri clienti veicoli e servizi per la mobilità originali, sicuri, pratici, innovativi e sostenibili. I singoli dati numerici e le sinergie annue da 5 miliardi di euro descrivono solo parzialmente le dinamiche di questa storica fusione”.

Il dirigente ha le idee chiare, nonostante il settore automobilistico sia uno dei più provati dalle conseguenze della pandemia: “Vogliamo avere un ruolo di primo piano del prossimo decennio. Stiamo vivendo un’epoca di profondi cambiamenti nel nostro settore, caratterizzata da una rapidità e un’intensità paragonabili soltanto a ciò che accadde alle sue origini, alla fine del diciannovesimo secolo“. Poi, ha aggiunto: “Si tratta di un’epoca estremamente complessa, ma allo stesso tempo entusiasmante. Credo sia un momento molto simile a quello che i nostri padri fondatori hanno affrontato con grande energia in quegli anni pionieristici“. Dunque, così come fatto dai “padri fondatori”, anche Stellantis si propone di essere un colosso in grado di adattarsi alle nuove sfide del mercato globale: “Questo è ciò che ci ha spinto a creare Stellantis e che continuerà a ispirarci mentre andremo avanti a costruire sulle fondamenta poste da questa fusione”.

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Foto in alto: Shutterstock