pompe di benzina

Dalle 6,00 di domani, 6 novembre, fino alle 6,00 dell’8 novembre su tutto il territorio nazionale ci sarà lo sciopero dei benzinai, anche i self saranno chiusi e interesserà strade e autostrade. Sarà comunque garantito un numero minimo di pompe aperte. Lo sciopero è stato indetto da diverse sigle sindacali, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio.

Come consultare l’elenco dei distributori che resteranno aperti

Lo sciopero dei benzinai colpirà tutta l’Italia e anche i distributori self-service.

Tuttavia, come previsto dalla Disciplina unitaria per la turnazione degli impianti autostradali in caso di sciopero, approvata il 3 marzo 2011, dalla Conferenza delle regioni e delle Province Autonome, i cittadini potranno contare su un numero, benché ristretto, di pompe di benzina funzionanti.

Sul sito istituzionale della Conferenza delle regioni e delle Province Autonome, è possibile visualizzare l’elenco completo delle stazioni di benzina che garantiranno il servizio rimanendo aperte cliccando su questo link.

I motivi dello sciopero benzinai 6, 7 e 8 novembre

Lo sciopero dei benzinai che inizierà domani e si concluderà l’8 novembre ha diverse motivazioni. Sul comunicato della Faib Confesercenti sono nero su bianco i provvedimenti contro i quali la Categoria si scaglia: “Dalla fatturazione elettronica, all’introduzione degli ISA, che risultano fortemente penalizzanti per i gestori carburanti (che, è bene ricordarlo, percepiscono un margine che non supera il 2% del prezzo pagato dagli automobilisti), ai Registratori di cassa Telematici per fatturati di 2 mila €/anno, all’introduzione del Documenti di Trasporto (Das) e modalità di Registrazione giornaliera, in formato elettronico, da digitalizzare a mano: tutti adempimenti inutili fatti per scaricare sull’ultimo anello della filiera, il più debole, oneri e costi e finanche provvedimenti penali per errori formali“.

I disservizi arrecati ai cittadini dallo sciopero vengono addebitati dalle sigle sindacali al governo reo di essere rimasto immerso in un “silenzio assordante e al Ministro dello Sviluppo Economico indifferente, nonostante fosse nota la mobilitazione dei prossimi giorni.