La truffa, tanto nel nostro Paese quanto nel resto del mondo, è un arte criminale che tocca categorie di persone usualmente “deboli” o comunque più suscettibili, anziani in primis. Sono proprio quest’ultimi, dati alla mano, la preda preferita dai tanti malviventi professionisti in attività.

Si tratta peraltro di un fenomeno difficile da catturare in quanto continuamente in evoluzione. Molti avventori si specializzano in contromisure e meccanismi per farla franca, arrivando ad affinare quelli che un tempo erano semplici raggiri, rapine o borseggi.

Eppure, in questo caso, il motto “Conosci il tuo nemico” può risultare utile se non fatidico. Venire a conoscenza dei movimenti che si celano dietro un gesto, una circostanza sospetta o un semplice contatto rappresenta il modo migliore per prevenire una truffa. Per poi, chiaramente, avvisare le forze dell’ordine.

Ma andiamo a scoprire i cinque tipi di truffa più diffusi nello Stivale.

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5) Specchietto Galeotto

Si tratta probabilmente della truffa più becera e tradizionale. Il truffatore simula la rottura del suo specchietto in modo da incolpare un automobilista durante una manovra di parcheggio. Di solito l’avventore è accompagnato da un testimone, all’apparenza un estraneo, che confermerà il fasullo svolgersi dei fatti. Per evitare la trafila burocratica anche di una semplice constatazione amichevole, il truffatore tenterà di estorcere una somma vicina ai 50 euro, puntando all’esigenza del conducente frettoloso di non interpellare l’assicurazione.

4) Per un pugno di euro

Su molti tipi di vetture è necessaria una monetina, anche di infimo valore, per inibire la regolare chiusura degli sportelli. In questo caso il malintenzionato posiziona la moneta sulla guida di chiusura della sportelliera una volta che l’auto è stata parcheggiata. Non appena il proprietario si allontana, il criminale ha tutto il tempo di ripulire il veicolo di borse, oggetti preziosi, autoradio e quant’altro di valore. È una pratica diffusa specialmente nei supermercati e nei luoghi affollati.

3) Autostop

Le richieste d’aiuto disperate sono un altro must della truffa. Ad oggi l’autostop è un fenomeno molto poco presente in Italia, dove ormai si preferiscono vie collaterali per viaggiare gratis; bus e treni senza biglietto, su tutti. Eppure prima di fornire un passaggio ad un uomo o una donna che millantano situazioni di salute disperate o problemi, valutate bene. Spesso il richiedente aiuto si rivela un rapinatore, talvolta ha uno o più complici appostati. Innanzitutto chiedetegli dettagli al riguardo e valutate i suoi tempi di risposta, poi date uno sguardo attorno e considerate la presenza di qualche complice. Non vi è una vera e propria regola discriminante: se volete fare i generosi, badate prima con prudenza al vostro benessere.

2) Ruote bucate

Un malvivente buca le ruote dell’auto della vittima, il quale, costretto a fermarsi, chiederà aiuto al furbo complice appositamente appostatosi in zona. Con la scusa della riparazione, il gruppo di truffatori ripulisce gli interni della vettura. Si tratta di una tattica truffaldina eccezionalmente usata per sottrarre averi a persone anziane in zone di periferia.

1) Falsi amici

I truffatori suggeriscono, durante la marcia, il guasto di qualcosa; che sia un problema o anche la semplice ruota a terra. Non appena la vittima si mette in sosta, il gruppo di malviventi agisce in qualche modo: o c’è un’esca che impegna l’automobilista mentre gli altri setacciano la macchina in cerca di cose preziose; o avviene proprio una rapina coatta, talvolta iscenata da complici dei truffatori.

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