Appendino solleva Montanari dalla carica di vicesindaco: "Torino viene prima"

Alla fine la giunta pentastellata non ha retto il colpo. La perdita del Salone dell’Auto (passato a Milano per l’edizione 2020) ha scosso il movimento e dopo giorni di polemiche e di accuse gratuite, si è arrivati a una decisione drastica. Il sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha sollevato Guido Montanari dalla carica di vicesindaco e gli ha ritirato le deleghe all’Urbanistica.

Una scelta obbligata per l’Appendino, che ha dovuto prendere atto di parole forti che la sindaca stessa ha definito inqualificabili. Montanari infatti aveva dichiarato che fosse stato esclusivamente per lui, il Salone dell’Auto non ci sarebbe mai stato e che sarebbe stato contento se una forte grandinata se lo fosse portato via.

Commentando il suo stesso post, l’Appendino ha rincarato la dose: “Una scelta non facile dal punto di vista umano, ma che ho ritenuto necessaria nell’interesse della Città e della sua immagine”. Ora si apre una nuova fase per il Comune di Torino: il successore di Montanari dovrebbe essere Alberto Unia, attuale assessore all’ambiente e unico esponente del movimento in grado di prendere le deleghe e il ruolo ricoperto da Montanari. Nel frattempo, la Appendino assumerà queste cariche ad interim.

Montanari e la scelta di non dimettersi

Prima dell’ufficialità del “licenziamento” , Montanari aveva fatto capire che non si sarebbe dimesso: “Non ho motivi per dimettermi perché ho operato molto bene. Se Chiara ritiene di interrompere il mio lavoro è una sua scelta. Ha il potere per revocare le deroghe e gli altri consiglieri possono solo fare le proprie considerazioni. C’è un orientamento legato ai vecchi poteri forti di questa Città, un ritorno al Sistema Torino”.

Dichiarazioni anch’esse forti che sommate alle parole vibranti contro il Salone, hanno costretto la sindaca a revocare la sua carica di vicesindaco. Montanari è convinto di aver pagato colpe non sue: “Sono stato un capro espiatorio, sarebbe stato più semplice se la sindaca Appendino avesse espresso una volontà politica nuova nelle riunioni di maggioranza o giunta”.

Torino prima di tutto

Sul suo blog, la sindaca ha commentato il momento critico che sta vivendo la sua giunta ma si è soffermata anche sul lavoro svolto in questi 3 anni e sui successi ottenuti. In questo senso, ha chiesto al movimento e all’opposizione una prova di maturità: “Dalla settimana prossima arriveranno in Aula una serie di delibere di cui questa Città ha bisogno per esprimere al massimo tutto il suo potenziale. Delibere che riguardano il futuro della nostra Città e il benessere dei cittadini. Provvedimenti su cui chiederò all’aula un mandato pieno, senza ovviamente prescindere dal sano confronto politico, Istituzionale, anche personale come è sempre stato. Ma non intendo più accettare battute di arresto o compromessi al ribasso. Ciò che chiedo è una prova di maturità”.

Sullo sfondo c’è anche un grande obiettivo, la realizzazione della seconda metro, e una serie di attività che vanno portate avanti con costanza e abnegazione:Nel prossimo orizzonte abbiamo la linea della Metro 2 da finanziare ed avviare, strade e ciclabili da rifare, aziende da far crescere, lavoro da creare, ambiente da tutelare, cittadini in difficoltà da aiutare anche con l’attuazione del reddito di cittadinanza, parchi da curare, trasporti da migliorare, raccolta differenziata da estendere, sicurezza da garantire attraverso il protocollo sulla Sicurezza Integrata”.

L’Appendino non ha intenzione di scaldare la poltrona ed è disposta a mettere in discussione la sua giunta per il bene di Torino: “Se l’Amministrazione sarà nelle condizioni di continuare a fare il bene della città, sarò felice di portare avanti il mio mandato e continuare a dare ai cittadini le risposte che meritano. Una perdurante situazione di stallo – che verificheremo già dai voti sui primi provvedimenti – procurerebbe, invece, danni che la Città non può e non deve permettersi. E se il male minore fosse il termine anticipato di questa consiliatura, così sarà.