autostrada con traffico e camion

In un provvedimento del 18 dicembre, il gip di Avellino ha disposto il divieto di transito ai mezzi pesanti sul Viadotto Cerrano sulla A14 tra Pescara Nord e Pineto, a riferirlo è l’Ansa. L’Aspi mette però in evidenza in un comunicato stampa che in realtà il pericolo paventato nel documento del gip non sussisterebbe.

Spostamenti in profondità dell’ordine di 7 cm

Come riferisce Ansa, nel provvedimento con cui il gip di Avellino avrebbe disposto il divieto di transito sul viadotto Cerrano della A14 tra Pescara Nord e Pineto si metterebbero in luce dei rischi dovuti a diversi fattori.

In primis, il provvedimento reciterebbe: “Le stampelle con cui è stato costruito il viadotto hanno subito spostamenti tali da rendere le superfici contrapposte, in corrispondenza della mezzeria, schiacciate una sull’altra“. Sul provvedimento verrebbe anche messo in evidenza che in “corrispondenza delle pile…sono presenti spostamenti in profondità dell’ordine di 7 cm“.

Nello stesso documento, verrebbe anche riportata notizia di una nota che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in particolare l’Ufficio ispettivo territoriale, avrebbe inviato alla Direzione VII Tronco di Autostrade. In questo documento l’Ufficio del Ministero avrebbe segnalato ad Aspi che la “presenza di un fenomeno di gravitazione che interessa i pendii in cui è ubicato il viadotto‘ che sta creando ‘all’interno di strutture e fondazioni uno stato di coazione per il quale sono state prodotte adeguate e circostanziate verifiche globali che dimostrino la capacità del sistema strutturale di resistere’“.

Arriva la replica di Autostrade

Non è tardato ad arrivare un comunicato di Autostrade per l’Italia sulle notizie che si sono diffuse in merito al provvedimento del gip di Avellino sul Viadotto Cerrano della A14. In primis, Aspi puntualizza che “lo spostamento di 7 centimetri non si riferisce alle pile, ma allo spostamento massimo del terreno nei pressi della Pila 1 registrato dalla strumentazione nell’arco di 3 anni (2016-2018). Tale valore non si riferisce dunque alle pile del viadotto, che non hanno mai raggiunto movimenti attenzionabili nel periodo considerato“.

Inoltre, da Autostrade viene precisato che sarebbero stati posti dei sensori in grado di monitorare l’area sottostante al viadotto dal punto di vista geotecnico e strutturale che “nell’ultimo anno, non hanno mai rilevato alcun tipo di movimento significativo“. Aspi sottolinea anche che dopo lo scorso 11 dicembre, quando è stata eseguita dal MIT una “verifica di sicurezza globale” ieri “sono stati inviati al Dicastero anche gli approfondimenti tecnici relativi alle fondazioni e alle cerniere, realizzati rispettivamente da un pool di esperti dell’università La Sapienza e dall’Istituto Italiano della Saldatura. Anche queste analisi hanno confermato la sicurezza statica della struttura“.