pompe di benzina

Nelle ultime ore i benzinai, attraverso le loro firme sindacali, avevano lanciato l’allarme e si erano dette pronti a interrompere l’attività non sentendosi sufficientemente tutelati in questa situazione di grave emergenza sanitaria e di calo del consumo di carburanti. Ora, però, è arrivato il chiarimento: non ci sarà alcuno sciopero, ma la categoria non nasconde di sentirsi ormai allo stremo. Sarebbe stata quindi scongiurata la chiusura degli impianti prevista a partire da questa notte.

Niente sciopero ma situazione grave

L’emergenza Coronavirus sta avendo certamente conseguenze pesanti per gran parte delle strutture sanitarie del nostro Paese, ma anche sul piano economico, soprattutto per imprenditori e liberi professionisti. Ancora non si sa quando si potrà tornare almeno ad una parvenza di normalità. Nonostante le ultime restrizioni decise dal governo, alcune categorie sono chiamate a proseguire ancora la loro attività perché considerate “servizi essenziali“. Tra queste, ci sono anche i benzinai, che devono garantire il rifornimento per chi continua a lavorare.

Impossibile però per loro nascondere le condizioni difficili, se non estreme, con cui sono costretti a operare. Proprio per questo nelle ultime ore si era ventilata la possibilità di uno sciopero. Questo non ci sarà, ma ne hanno approfittato per far sapere come siano ormai quasi vicini al collasso. “Nessuno sciopero è stato proclamato. I gestori vogliono garantire il servizio, ma sono allo stremo e temono di non poter continuare nella loro attività per mancanza di liquidità. Per questo temono di essere costretti a chiudere per causa di forza maggiore” – sono le parole delle associazioni di categoria Faib (Confesercenti), Fegica (Cisl) e Fegisc/Anisa (Confcommercio) in una nota.

Alcuni rischiano il fallimento

Pur volendo continuare a garantire il servizio, è impossibile non tenere presente il grido di aiuto che arriva dagli esercenti. I guadagni, inevitabilmente, sono calati in modo drastico e le conseguenze potrebbero essere estreme.

Tenuto conto del silenzio, dell’indifferenza e dell’inerzia di Governo, Ministeri competenti, concessionari autostradali e compagnie petrolifere, non era più possibile tacere su quanto sia probabile, se non inevitabile, che accada. Noi insieme con i Gestori nostri associati“lottiamo per rimanere aperti, non per chiudere. Questo comparto era già gravemente malato prima dell’emergenza, e come succede a chi è colpito dal virus, se non si interviene immettendo ossigeno, i gestori sono condannati a chiudere e fallire– conclude la nota.