obbligo immatricolazione telematica

Come già ufficializzato lo scorso dicembre dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e previsto dal decreto legislativo n.98/2017, il 2020 rappresenta un anno di svolta nelle documentazioni e nelle procedure che riguardano la proprietà dei veicoli, all’insegna della digitalizzazione.

É stato introdotto, già dal 4 maggio il Documento Unico del veicolo in formato digitale. Questo nuovo strumento punta a mettere insieme e sostituire il certificato di proprietà e la carta di circolazione dei veicoli, riunendo in un solo documento tutti i dati utili del mezzo.

L’obiettivo della misura è anche, a lungo termine, la smaterializzazione dei documenti obbligatori per i possessori di un veicolo.

Dal 1 giugno 2020 è scattata anche l’obbligatorietà di procedura telematica per qualsiasi operazione che riguarda la proprietà del mezzo.

A chi si rivolge la nuova procedura?

L’iter telematico è stato previsto per tutte le operazioni che normalmente incidono sulla proprietà di qualsiasi veicolo.

Quindi, nel dettaglio, si tratta di tutte le immatricolazioni di un nuovo mezzo, ma anche reimmatricolazione e trasferimento della proprietà.

La previsione normativa, si pone come obiettivo una facilitazione e uno snellimento di tutte queste procedure, a beneficio sia degli operatori del settore che dei proprietari.

Un grande passo in avanti nel processo di ammodernamento dell’azione amministrativa di settore, avviato venti anni fa con l’introduzione dello sportello telematico dell’automobilista“. Queste le parole usate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in nota diffusa sul sito ufficiale a commento della novità introdotta.

I dati della riforma

Il Mit ha voluto diramare anche i primi dati concreti riguardo l’utilizzo della nuova procedura, dopo lo stop dovuto al Covid-19: “Il numero di operazioni gestite con le nuove procedure sta crescendo ad una media di circa 1.000 pratiche al giorno, con punte fino a 1.500, ed è stata ormai superata la soglia delle 16.000“.

Il Mit nella nota ha lodato il lavoro degli operatori professionali: “Dati particolarmente significativi, frutto dell’impegno di tutti gli operatori, che hanno compreso ed accolto con favore gli importanti effetti di semplificazione perseguiti dalla riforma“.

Parole di plauso anche per le associazioni di categoria: “Un lavoro sostenuto anche dalle Associazioni di categoria… con le quali le strutture tecniche del Mit intrattengono un costante ed utile confronto“.