L'autodromo di Imola

Abbiamo ancora sotto gli occhi le immagini del “fiume più lungo d’Italia” della scorsa domenica, quando una sorgente di tifosi rossi ha letteralmente invaso il lungo corridoio di Monza per festeggiare la straordinaria vittoria di Charles Leclerc. Ebbene, quel successo di pubblico deve aver smosso qualcosa perché oggi, al fianco del Mugello, anche Imola mette in moto risorse e persone al fine di candidarsi tra i circuiti della massima serie automobilistica.

Il via dei lavori

Lo studio Dromo di Jarno Zeffirelli, società che in passato ha vinto l’appalto per la progettazione e rielaborazione dei tracciati di Silverstone in Inghilterra e Zandvoort in Belgio, ha infatti preso in consegna le richieste per quanto concerne lo storico anello emiliano. A sollecitare l’iniziativa ci hanno pensato le autorità sportive nazionali, che sperano anzitutto di velocizzare il completamento dei lavori relativi alla struttura ospitante il corpo box. Nei piani di un futuro prossimo la prerogativa poggia sulla realizzazione del Paddock Club e lo sviluppo delle hospitalities e delle tribune di servizio, considerando come la pista sia già omologata col grado 1.

Imola, un luogo speciale

Imola rappresenta una delle pietre miliari del motorsport europeo e sicuramente la perla del Motor Valley, come è stato ribattezzato il bacino romagnolo avvezzo ai motori. Da sempre legata visceralmente all’orizzonte della Formula Uno, adesso è pronta ad accettare la sfida e la competizione dei principali autodromi del Belpaese per giocarsi le sue carte e cercare di riportare in Emilia Romagna il Circus.

Fondamentale il pieno supporto

“Il grande lavoro svolto dal Presidente ACI Angelo Sticchi Damiani nel mantenere la Formula Uno in Italia potrebbe riaprire la possibilità anche al nostro storico autodromo di rivedere i bolidi rossi e tutto il Circus ritornare a sfrecciare sulle rive del Santerno” rivela Uberto Selvatico Estense, Presidente di Formula Imola, “per raggiungere un tale risultato è fondamentale avere il pieno supporto delle istituzioni regionali e metropolitane, come sta avvenendo per Monza e Mugello“.