Inaugurata "Casa Simoncelli", papà Paolo: "Marco era un ragazzo semplice"

Tutta la carriera di Marc Marquez è stata caratterizzata da grandi imprese, e non potrebbe essere altrimenti per uno che a 27 anni ha già otto titoli mondiali all’attivo. Lo spagnolo proprio negli scorsi giorni aveva annunciato di voler scendere in pista a Jerez, sede della seconda gara stagionale, a soli cinque giorni dall’intervento chirurgico subito per la frattura all’omero. Poco dopo essere salito in sella alla sua Honda in occasione delle qualifiche ha però desistito definitivamente.

Vedere tornare in pista così presto Marquez ha colpito molto tantissime persone e, tra questi, anche Paolo Simoncelli, che intravede in lui alcune caratteristiche che aveva anche il suo Marco.

Il grande carattere di Marquez

Questa volta Marc Marquez ha provato a dimostrare come il dolore non fosse un impedimento a gareggiare regolarmente. E così, a pochi giorni dall’intervento chirurgico all’omero, lo spagnolo si è presentato al consulto medico in cui è stato dichiarato “fit” con il chiaro intento di non mancare in gara e recuperare il terreno perduto in classifica.

Quella parte del corpo è però delicata per un motociclista e alla fine è stato lui stesso a desistere. La passione per questo sport era però troppa per non fare nemmeno un tentativo: “Ci ho provato, quando hai passione per qualcosa ci devi provare – ha detto ai microfoni di Sky Sport -. Questa è sempre stata la mia mentalità. Quando mi hanno fatto l’operazione sono sempre stato realista e ho sempre provato a capire il mio corpo. Ma per qualche motivo, non so se era il caldo o l’operazione, mi sono fermato al box e quando sono uscito di nuovo ho visto che c’era qualcosa: il braccio rimaneva senza forza, come un braccio morto. Lì è quando devi capire che diventa pericoloso. Ho visto che così non si poteva”.

I complimenti di Simoncelli sr.

Ma è proprio questa voglia di non arrendersi mai che è stata un elemento determinante per la carriera di Marc Marquez in questi anni. Una caratteristica distintiva anche di un altro pilota che è rimasto nel cuore di tutti, ma la cui carriera si è fermata troppo presto a causa del tragico incidente di cui è stato protagonista a Sepang, in Malesia, nel 2011: Marco Simoncelli.

Ed è proprio papà Simoncelli, Paolo, ancora presente nel Motomondiale con il suo team, a sottolineare quanto questo modo di agire dello spagnolo gli ricordi il figlio: “Quando l’ho visto ritornare nel circuito ho pensato che vedere lui e mio figlio in gara sarebbe stato fantastico, perché sono due piloti con lo stesso carattere: ci saremmo divertiti un botto. Questi sono ragazzi straordinari, dentro hanno qualcosa di speciale, sono fantastici. Mi emoziono quando vedo questa voglia terribile di correre, con questo carattere forte” – ha detto a Sky Sport.