Dal 1994 il 1° maggio non è considerata una data come tutte le altre per un appassionato di motori: quel giorno, infatti, perse la vita Ayrton Senna durante il Gran Premio di San Marino. Per il pilota brasiliano è stato fatale uno schianto nei primi giri di gara. Anche chi allora era giovanissimo non può dimenticare il suo talento cristallino e il rispetto osservato sempre nei confronti degli avversari. Per mantenere vivo il suo ricordo è stata organizzata una mostra a lui dedicata al Museo Lamborghini.

Un mito mai dimenticato

Ayrton Senna rientra certamente tra i piloti che hanno oltrepassato ogni epoca ed è amato da appassionati di tutte le età. La mostra a lui dedicata, che resterà aperta fino al 9 ottobre presso il Museo Lamborghini, può essere considerata quasi un successo annunciato. Curatori dell’esposizione (disponibile dal lunedì al venerdì, domeniche incluse, dalle 9.30 alle 19) sono il fotografo Ercole Colombo e il giornalista Giorgio Terruzzi.

Il giornalista, autore di un libro dove sono presenti le immagini più belle del brasiliano, non ha nascosto le difficoltà organizzative per allestire l’evento. Raccontare Ayrton Senna non è cosa semplice. Comporta attraversare un’avventura agonistica particolarmente intensa, avere a che fare con l’anima esposta di un uomo complesso, tornare su un epilogo tragico. Ripensare a lui – prosegue – è un viaggio nella memoria collettiva, dentro la quale ogni appassionato conserva momenti particolari, ricordi personali, emozioni e dolori legati a una figura che in qualche modo continua ad apparire, a correre in un coloratissimo firmamento”.

Le monoposto

L’esposizione dedicherà uno spazio particolare alle macchine guidate da Senna. Non ne mancherà nemmeno una: dalla Toleman alla Lotus JPS, passando per McLaren e Williams. Sarà quindi l’occasione per rievocare i momenti più emozionanti della carriera del brasiliano, sin dai primi passi mossi con i kart fino alle vittorie ottenute in Formula Uno.

Non mancherà la MP4/8 bianca, identica a quella del test dell’Estoril, insieme al suo motore. Presente anche la McLaren su cui era stato montato nel 1993 il 12 cilindri Lambo per una serie di prove segrete che dovevano portare al matrimonio tra la stessa McLaren e la Lamborghini, al tempo di proprietà della Chrysler. L’accordo è però saltato all’ultimo: proprio alla vigilia del Salone di Francoforte Dennis si era accordato con la Peugeot per la fornitura di motori. La proposta ricevuta era stata giudicata irrinunciabile.