Formula Uno, la Ferrari è tornata vincente: i segreti della nuova monoposto

Ferrari

Non poteva iniziare meglio la stagione 2017 per la Ferrari, vincitrice in occasione del Gran Premio d’Australia con la vettura guidata da Sebastian Vettel. Risultati positivi anche per l’altro pilota, Kimi Raikkonen, che è riuscito a ottenere il giro più veloce alla penultima tornata della corsa. Ma quali sono i segreti della vettura che hanno permesso di stupire tutti all’esordio? Niente è stato lasciato al caso, anche se ora ci si augura di ripetere le prestazioni anche in Cina.

Un lavoro attento e scrupoloso

Gi ingegneri di casa Ferrari hanno lavorato duramente negli ultimi mesi per realizzare la vettura attualmente in pista.

Mattia Binotto, direttore tecnico della scuderia, è però consapevole che quanto fatto in Australia deve essere solo un punto di partenza:In pista si raccolgono i frutti del lavoro collettivo fatto in inverno. Un lavoro intenso, in cui ciascuno ha raddoppiato l’energia e l’impegno. Ora ci attendono altre diciannove sfide“.

Anche la strategia adottata nella scelta delle gomme è stata determinante a Melbourne: “Il Gran Premio si è giocato tutto al cambio gomme – prosegue Binotto –. In quel momento avevamo probabilmente un degrado di pneumatici migliore dei nostri avversari a fine stint. Questo ci ha permesso di restare in pista più a lungo.

Da lì in avanti si è trattato di portare a casa il risultato dal punto di vista dell’affidabilità”.

Passo corto e deciso

Maranello ha deciso di rispondere alle nuove regole introdotte in Formula Uno (la carreggiata è più larga) con una monoposto grintosa e aggressiva. Il passo è più corto rispetto al passato. Spicca inoltre una lunga pinna sul cofano motore.

Più bassa invece l’ala posteriore, ma questoaumenta l’efficienza del diffusore, che accelera il flusso d’aria sotto la vettura”. La pressione è così ridotta, per rendere l’auto più schiacicata verso il suolo.

Una pancia tecnologica e all’avanguardia

Il “Cavallino” ha inoltre voluto puntare in modo deciso sull’aerodinamica.

Questo ha permesso di curare in modo particolare la forma delle pance. Le bocche d’ingresso delle prese d’aria sulle fiancate sono ora rialzate e riprogettate rispetto alla SF16H: il flusso d’aria verso il posteriore è quindi maggiore. Il cambiamento maggiore rispetto alla monoposto dell’anno scorso riguarda la particolare struttura dei deviatori di flusso, evidente nella foggia apparentemente ovale.

Modificate inoltre le aperture del sidepod sul lato anteriore: ora sono più alte rispetto alla scorsa stagione. Una scelta fatta per rispettare l’obbligo di inclinazione del 75% previsto dal regolamento.

Altri cambiamenti si riscontrano inoltre sul lato posteriore. Sdoppiato  il supporto dell’ala e confermato l’utilizzo della pinna stabilizzatrice per ripulire il flusso d’aria, incanalato attraverso una piccola aletta che dovrebbe consentire un più efficiente carico aerodinamico. Diminuito anche il peso complessivo della vettura (728 chili, considerando auto, olio e pilota).

Flessibilità e facilità di guida

I progettisti Ferrari hanno cercato di realizzare una monoposto in grado di soddisfare appieno le caratteristiche di Vettel. Il tedesco ha apprezzato sin da subito diversi elementi positivi. Evidente la maggiore reattività nei cambi di direzione, oltre capacità di adattarsi il più possibile a ogni condizione.

C’è poi un aspetto che permette di guardare con ottimismo alla stagione da poco iniziata: la capacità di andare dove davvero vuole il pilota. A confermarlo è proprio lo stesso Sebastian: Questa Ferrari è più semplice da guidare, l’aderenza e il bilanciamento sono diversi. La macchina va come mi aspettavo. Il progetto è bello e sta prendendo forma”.

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