MotoGp, Maverick Vinales non è più una sorpresa: ora vuole sfidare i grandi

Maverick Vinales

La stagione 2017 del Motomondiale è appena iniziata, ma già al Gran Premio d’esordio, in Qatar, non sono mancate le sorprese. A piazzarsi davanti a tutti è infatti stato Maverick Vinales, nuovo compagno di squadra di Valentino Rossi in Yamaha. Nonostante la giovane età, il pilota non sembra avere alcun timore e si è da subito dimostrato pronto a fronteggiare compagni ben più affermati. Nei test pre-stagionali ha stupito tutti a suon di record.

Una moto su misura

Sin da quando ha potuto salire per la prima volta in sella alla sua Yamaha YZR-M1, Vinales ha dimostrato di avere le doti adatte per valorizzarla.

La scarsa esperienza in classe MotoGp non lo spaventa, ma anzi è pronto a rubare ogni segreto dagli avversari. La moto sembra essere pienamente adatto a esaltare le sue caratteristiche.

È lui stesso a non nascondere le sue ambizioni e la voglia di fare bene: “Se i miei avversari mi vedono come candidato principale per vincere il titolo nonostante io non abbia ancora fatto una sola gara in Yamaha, è importante. Mi dà una motivazione in più” – aveva detto a inizio stagione.

Da sempre Valentino Rossi, ora suo compagno di squadra, è il suo idolo.

Ora potrà quindi imparare da lui da una posizione privilegiata. Già da ora è riuscito a capire quale sia il punto di forza del numero 46: “Non testa tante cose, ma si prende tutto il tempo per scegliere cosa funziona e cosa no”.

Il rivale più difficile per Rossi e Marquez

Valentino Rossi, il veterano dei circuiti, e Marc Marquez, il campione in carica, sono quindi avvisati. Per fare bene in questa stagione sarà fondamentale ridurre al minimo gli errori.

A raccontare meglio la personalità di Vinales è il giornalista Paolo Beltramo, un vero conoscitore del mondo delle due ruote: “È esperto, consapevole, preparato, serio” – ha detto.

Parole positive per lui arrivano anche dal manager Carlo Pernat, che lo definisce “un clone di Lorenzo”.

Mack sembra avere le idee chiare anche su cosa si debba fare per laurearsi campione del mondo: “Il segreto del successo è la costanza – ha spiegato a Speed Week -. Se si vuole vincere un campionato bisogna salire sul podio il più possibile. Ad esempio, ad Aragon lo scorso anno mi sono accontentato del quarto posto. Ero già al limite e mi sembrava stupido rischiare. Insomma, di solito, rifletto molto quando sono in sella”.

Il successo è nel suo destino

Sin da quando era poco più che bambino Vinales inizia a manifestare una fortissima passione per le moto.

Inizia così a nascere in lui il desiderio di trasformarlo in un lavoro. A parlare per lui sono i risultati ottenuti in questi primi anni di carriera.

Dopo due stagioni in 125, passa nel 2012 in Moto3 a bordo della FTR. Qui si piazza davanti a tutti in cinque gare. Pur avendo grosse possibilità di vincere il Mondiale, decide di non correre in Malesia poco convinto delle potenzialità della moto. Già l’anno successivo passa in KTM e stupisce tutti: tre vittorie, otto secondi posti, quattro terzi e primo titolo.

In Moto2. dove approda, sono conquistati dal suo talento e dal coraggio mostrato in ogni sorpasso. La prima vittoria arriva già alla seconda gara stagionale, in Texas. Nella classifica mondiale si piazza al terzo posto, ma ormai nessuno ha più dubbi su di lui: è il vero futuro del motociclismo.

In MotoGp debutta in sella alla Suzuki, dove può prendere confidenza con la categoria superiore senza troppi assilli. A ogni gara sono sempre più evidenti i suoi progressi e la capacità di imparare da chi è più esperto di lui.

Ora in Yamaha è chiamato a una prova ancora più dififcile: dimostrare che chi ha deciso di puntare su di lui non ha sbagliato.

Altre lacrime in arrivo per Marquez?

Vinales e Marquez si conoscono bene. Un vantaggio per entrambi per approfittare in pista dei rispettivi difetti. Nel 2002 quando entrambi erano solo due ragazzini, infatti, Maverick aveva addirittura fatto piangere il “rivale”. A raccontare l’accaduto, avvenuto in una corsa per ragazzini, è Massimo Calandri su Repubblica, dove accenna all’intervento di Sito Pons, dirigente nella federazione spagnola, per consolare il futuro campione del mondo. “Non fare così, un giorno vincerai anche tu” – erano state le sue parole, mentre Mack stringeva felice una Coppa.

I fatti hanno dato ragione a Pons: Marquez è infatti già riuscito a togliersi numerose soddisfazioni nella sua seppur breve carriera. Ma Vinales non ha intenzione di stare a guardare ancora a lungo.

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