Entra in studio accolto da “We are the champions” dei Queen e da un pubblico esaltato, Valentino Rossi ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che Fa. È un Dottore in gran forma, sorridente e pronto ad affrontare la nuova stagione di MotoGP. Annuncia infatti la partenza per Giacarta (organizzata per sabato 2), per la presentazione della nuova moto. Sulla livrea però segretezza assoluta: “Fai conto che la Yamaha è blu e lo sponsor principale è nero quindi…  – dice a Fazio che tenta di indovinare almeno i colori – È una moto un po’ interista“. Poi si passa ai ricordi di una lunga carriera, piena di soddisfazioni e vittorie.

Valentino Rossi: “La mia prof di storia dell’arte mi disse ‘Non arriverai da nessuna parte con le moto'”

La passione per le moto comincia presto per l’eroe nostrano su dueruote. “La prima minimoto arrivò nell’89, avevo 10 anni, ma a quindici avevo l’apecar per fare Tavullia – Pesaro dove andavo a scuola – ricorda il Dottore – Solo che non facevo mai in tempo a prendere la corriera perché avrei dovuto alzarmi mezz’ora prima. All’inizio andavo in scooter, poi avevo freddo e Graziano disse: ‘Perché non prendiamo una apecar?’. Arrivavo comunque sempre in ritardo!“. Un piccolo aneddoto scolastico poi rende ancora più simpatico il pilota di Tavullia: “Io e la mia professoressa di storia dell’arte non avevamo un buon rapporto. Colpa mia perché le dissi che storia dell’arte non mi avrebbe cambiato la vita e lei la prese un po’ male. Poi lei mi rispose: ‘Tanto non credere che diventerai mai ricco con quelle moto lì’. Comunque è ancora arrabbiata per quella storia perché la racconta ancora, me l’ha detto mia cugina, che non ha detto ovviamente di essere mia cugina“. Fabio Fazio non resiste e scherza: “L’unica persona al mondo che si vergogna di essere parente di Valentino Rossi!“.

Welkom 2004, la vittoria più bella: “Quella moto la tengo in camera”

Valentino passa poi a raccontare della sua Academy, di cui si dice fierissimo, ma non può non ammettere che sarebbe infastidito se qualcuno dei suoi piloti, i suoi pupilli, (quest’anno saranno ben due in MotoGP, Morbidelli con la Yamaha Petronas e Bagnaia con il team Pramac) lo battessero. “Sarà una bella sfida. Dà gusto stare coi giovani, ti fa rimanere giovani, ci si sprona a fare sempre meglio“. Quando gli si chiede quale sia la sua vittoria più bella, Valentino non ha dubbi: “Quella in Sudafrica, nel 2004 a Welkom, è la mia vittoria più bella, la prima in Yamaha. In camera ho quella moto lì. La M1 DEL 2004, poi ne ho altre 3: una in ufficio, una in garage e una in salone… Fanno arredamento! Non le uso, sono in pensione. Sono molto fiero, avevo un contratto con la Honda e potevo continuare a vincere, ma ho preferito accettare la sfida e passare alla Yamaha. Mi ha dato grande soddisfazione“.

Fazio rende merito al numero 46 (di cui il pilota spiega anche la scelta: “Il 46 era il numero di mio papà quando vinse il Mondiale l’anno che sono nato, il 1979, e quando sono arrivato al Mondiale e dovevo scegliere, ho fatto una ricerca, mi piaceva questo doppio numero“) per aver fatto diventare famosa la MotoGP in Italia, prima meno seguita, meno amata. “Le scenette che abbiamo messo su hanno aiutato… È nata come una stupidaggine, attraeva la gente, anche persone che non si interessavano alla moto. È stato importante per far crescere il pubblico della MotoGP. In molti hanno cominciato a seguire le moto, seguendo me“.