foto di alex zanardi di profilo

A distanza di più di un mese dal terribile incidente in cui è stato coinvolto con la sua handbike, Alex Zanardi è stato trasferito due giorni fa presso Villa Beretta di Costa Masnaga, in provincia di Lecco. Il centro specializzato è stato ritenuto la struttura più idonea per portare avanti il percorso di riabilitazione che dovrà seguire il campione paralimpico. La strada che l’ex pilota avrà davanti si preannuncia però davvero lunga, come ha voluto precisare il dottor Franco Molteni, a capo del reparto di riabilitazione della struttura in cui si trova adesso Zanardi per la riabilitazione.

Delle condizioni di Zanardi ha parlato anche suo figlio Niccolò.

Le parole di Niccolò Zanardi

Anche Niccolò, il figlio di Alex Zanardi, ha dato aggiornamenti sullo stato di salute del papà negli ultimi giorni. Le sue ultime parole risalgono a due giorni fa, quando l’ex pilota è stato dimesso dopo più di un mese di degenza al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, dove era ricoverato dal giorno dell’incidente in handbike, lo scorso 19 giugno.

Le parole del ragazzo lasciano ben sperare, anche se il quadro generale resta complesso: “Non è più in pericolo di vita, ed è già molto, ma ha davanti a sé un percorso ancora lunghissimo, e lo sappiamo, siamo preparati – ha detto al Corriere della Sera -. Siamo anche contenti perché il suo recupero è stato molto più veloce di quanto ci aspettassimo. Ma non bisognerebbe sorprendersi: questo è papà. È incredibile l’energia di quell’uomo, ha una forza straordinaria“. Niccolò Zanardi ha poi specificato: “Interagire è un’altra cosa. Ma adesso ci sono segnali incoraggianti. Ripeto, ci vorrà ancora molto tempo – ha aggiunto -. Neanche noi sappiamo come andrà”.

Il medico invita alla cautela

Il quadro attuale invita però a evitare i facili entusiasmi, come ha voluto precisare dottor Franco Molteni, che dirige il reparto di riabilitazione del centro in cui è stato trasferito Alex Zanardi. Il medico ha affermato: “Bisogna essere realisti. Per Alex sarà una scalata dura come l’Himalaya, ma bisogna essere fiduciosi. Nessuno fa miracoli, ma faremo il possibile“.

Sempre al Corriere della Sera ha poi spiegato: “Non possiamo essere stupidamente ottimisti e avere ora la certezza che arriverà in cima, ma non possiamo nemmeno essere preventivamente disfattisti e dirci sicuri che non ce la farà. Una cosa però la sappiamo: siamo molto determinati. I miracoli non li fa nessuno e qui nessuno pensa di essere onnipotente ma faremo tutto ciò che sarà possibile fare, come facciamo sempre con i nostri pazienti“.

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