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La stagione 2020 di Formula Uno, dopo le difficoltà dovute alla pandemia da Covid-19, sta per arrivare al quarto weekend di gara. Dopo il Gran Premio d’Austria, di Stiria e di Ungheria, il 2 agosto si correrà sul circuito di Silverstone. Stessa location anche per la gara di domenica 9 agosto.

Negli ultimi mesi molti sono stati i Gran Premi sospesi e rinviati, altri invece sono stati inseriti nella competizione, anche se inizialmente non previsti.

Quest’anno infatti si correrà ad Imola e al Mugello.

La recente comunicazione della cancellazione delle tappe americane della competizione, tra cui quella brasiliana, ha alzato un polverone. Interlagos, società che organizza il Gp carioca, ha promesso battaglia, come riportato da Motorsport.com.

Le motivazioni della cancellazione non convincono Interlagos

Tamas Rohonyi, promoter del Gran Premio del Brasile ha definito inaccettabile la decisione di Liberty Media:Questa cancellazione non ci ha colti di sorpresa, ma devo dire che non possiamo accettare la motivazione, il ragionamento che sta alla base”.

Secondo l’organizzatore, il tasso di contagi del Brasile, paragonato ai dati di paesi molto più piccoli, non sarebbe così preoccupante: “Parlano del tasso di infezione del virus in Brasile, che è un po’ come paragonare la California alla Florida in un paese come il Brasile, che è di dimensioni continentali“. E ancora: “Questa cancellazione è una sorta di ragionamento privo di fondamento per annullare la garaLe sono cifre molto buone. Se si guardano i dati di San Paolo, anche del Brasile, in base proporzionale, rispetto all’Inghilterra, la situazione è decisamente migliore“.

Tamas Rohonyi ha voluto sottolineare che era pronto un piano di sicurezza per il Gran Premio:Se avessero consultato non solo la mia azienda, ma anche il governo della città avrebbero ricevuto un piano dettaglio e già esistente. Prova ne è data dal fatto che il circuito di Interlagos era aperto ed ha ospitato gare già la settimana scorsa”.

I danni dovuti alla cancellazione

Interlagos ha rimarcato il fatto che la cancellazione di un evento sportivo di questa portata, comporta dei danni ingenti, anche per l’amministrazione pubblica locale, che sopporta le spese di rinnovamento del circuito: “Ci stiamo avvalendo della consulenza legale perché ci sono perdite massicce da parte del Comune e della mia aziendaSolo quest’anno hanno speso 8 milioni di dollari per l’aggiornamento del circuito“.

Infine Tamas Rohonyi ha voluto commentare il timore di alcuni team di correre in terra brasiliana: “Uno dei motivi presentati per l’annullamento è dato dal fatto che cinque squadre hanno espresso preoccupazione. Beh, nessuno dei contratti in F1 dice che si correrà in un Paese se le squadre ne avranno voglia”.