furti auto italia

Malgrado la persistenza della pandemia da Covid-19 e le varie chiusure, i furti di veicoli in Italia sono aumentati nel 2021. I dati provengono da una ricerca condotta da LoJack Italia, in collaborazione con il Ministero degli Interni.

Secondo l’analisi scientifica, i furti d’auto hanno subito una flessione nel 2020, per ovvi motivi derivati dal lockdown. Nei primi mesi del 2021 il numero dei furti, invece, è già aumentato del 25%.

La ricerca sui furti di auto in Italia ha evidenziato anche i modelli più rubati dai labri del nostro paese.

Furti auto in Italia: i modelli Fiat in testa alla classifica

I furti di auto in Italia, nei primi mesi del 2021, sono del 25% superiori rispetto allo stesso periodo del 2020. Lo scorso anno, invece, grazie anche alla pandemia e al confinamento, il numero era sceso sensibilmente. Preoccupante anche il numero delle auto che, dopo il furto, non vengono recuperate dalle Forze dell’ordine: “Continua a ridursi la percentuale di recupero delle auto rubate nel nostro Paese (38%).

Cresce in maniera significativa il numero dei veicoli che, una volta sottratti, spariscono nel nulla. Negli ultimi 10 anni sono oltre 1 milione quelli di cui si sono perse le tracce“.

Un numero davvero ragguardevole, considerando che ben due auto rubate su tre non vengono più recuperate. I furti si concentrano maggiormente sugli autoveicoli, seguiti dai motoveicoli, meno ambiti SUV, VAN e mezzi pesanti. Le regioni italiane in cui vengono rubate più auto sono: Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Lombardia. I modelli più ambiti dai ladri sono quelli FIAT, tra questi, la Panda, la 500 e la Punto.

I metodi di furto di auto in Italia

L’analisi sui furti di auto in Italia si è soffermata anche sui metodi utilizzati per sottrarre il veicolo. Oltre quelli tradizionali, si è evidenziato l’utilizzo di nuove tecnologie: “Oggi in Italia oltre il 25% dei furti di SUV viene compiuto anche grazie all’utilizzo di un dispositivo tecnologico, in grado di beffare il proprietario della vettura anche quando ritiene di essere al sicuro. Due sono le tecniche più utilizzate nel nostro Paese: il sistema di riprogrammazione della chiave e il cosiddetto <<relay attack>>“.

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Foto in alto: Pixabay