Marc Priestley accusa Alonso: “Pagava per battere Hamilton”

fernando alonso sorridente primo piano

Durante il podcast PitStop, Marc Priestley, ex meccanico di McLaren, ha rivelato che nel 2007 Alonso ha provato a comprare il favore del team della scuderia britannica per battere Hamilton. Quell’anno, i due piloti condividevano lo stesso box, ma lo spagnolo era pronto a tutto pur di battere Lewis, persino pagando fior di quattrini.

Marc Priestley e le accuse ad Alonso: le sue dichiarazioni

Pesanti le accuse che Marc Priestley ha diretto contro Alonso, che nel 2007 era compagno di squadra di Hamilton. Come riporta Gazzetta, l’ex meccanico di McLaren ha dichiarato: “Alonso pagava per avere il supporto di più persone nel team.

Poi aggiunge: “Alonso cercava di lottare contro il controllo del team, ricordo che aprii questa busta marrone e c’erano circa 1.500 euro, era tutto così losco. Non c’erano contrassegni e così mi sono detto ‘Grazie mille, ma che cos’è?’. Poi il suo allenatore si allontanò e io rimasi con questa cosa, dentro letteralmente piena di soldi“. Priestley ha poi cominciato a cogliere delle voci che circolavano negli ambienti del paddock. “Le uniche persone che non ricevettero quella busta sono stati quelli della squadra di Lewis. Cominciai a capire cos’era successo, Fernando stava cercando di ottenere il supporto di sempre più persone, incoraggiandole a sostenere lui in questa battaglia che c’era nel nostro team“.

Marc Priestley svela che fine hanno fatto le tangenti di Alonso

Ovviamente tutti questi “movimenti” non erano passati inosservati. Infatti, giravano parecchie voci a riguardo. Evidentemente sono arrivate alle orecchie dei piani alti… Infatti, l’ex meccanico di McLaren ha rivelato che fine abbiano fatto le mazzette distribuite ai membri della squadra per “vincere” su Hamilton. Che poi, alla fine della fiera, nessuno dei due piloti quell’anno portò a casa il titolo!

In ogni caso, come riporta Gazzetta, Priestley commenta: “La tattica si può dire che sia stata intelligente ma alla fine, ovviamente, la voce si è sparsa e ci è stata fatta donare l’intera somma in beneficenza“.

E poi conclude: “È stata la cosa giusta da fare, ma questo è stato un piccolo spunto per capire le diverse mentalità tra i due piloti“. Sulla “mossa intelligente” noi avremmo qualche dubbio, di certo resta solo la storica rivalità tra i due campioni.

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