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A differenza di quanto accade da tempo in Formula Uno, i messaggi radio in MotoGp sono utilizzati in modo decisamente diverso. Le comunicazioni ai piloti vengono date direttamente sul cruscotto della moto o sugli schermi che sono presenti nelle varie aree dei circuiti. Nel caso in cui dovessero essersi verificati incidenti, invece, si utilizzano le barriere in modo tale da evitare che i centauri possano correre rischi non appena si troveranno a passare da quel punto del tracciato.

Tuttavia, l’idea di seguire lo stesso metodo del Circus non trova tutti i protagonisti concordi.

Messaggi radio in MotoGp: possono essere utili per i piloti?

Tutelare la sicurezza dei protagonisti del Motorsport è un aspetto fondamentale sia per la FIM sia per la FIA, che stanno mettendo in atto una serie di modifiche regolamentari a questo scopo. Nel 2020, infatti, si è iniziato a testare un sistema di messaggi radio in MotoGp, in maniera quasi del tutto simile a quanto avviene da anni in Formula Uno.

Al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva, ma la Race Direction è convinta che questo possa influire anche sulle prestazioni dei protagonisti. Il compito di testarne in prima persona l’efficacia è stato affidato a Stefan Bradl, che nella stagione che ci siamo da poco messi alle spalle ha sostituito Marc Marquez, infortunatosi nella prima gara.

Zarco è contrario

L’intento che la Dorna vuole perseguire con l’introduzione dei messaggi radio in MotoGp è di permettere una comunicazione in tempo reale tra il pilota e il box. Ognuno potrebbe quindi essere informato in merito a incidenti avvenuti in punti diversi del tracciato o di eventuali sanzioni che possono essere applicate.

Johann Zarco, però, si schiera tra i contrari a questa novità, convinto che possa provocare dei rischi inutili: “Penso che le informazioni radio possano essere molto fastidiose – sono le sue parole riportate da Motorsport.com -. Con il cruscotto ora è possibile scoprire un bel po’ di cose- Onestamente non lo uso troppo, perché non è facile leggere tutto e hai altre cose da fare come pilota“.

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